Cashmere

Il cashmere è una pregiatissima fibra tessile ricavata dalla lavorazione del manto della Capra Hircus Laniger originaria degli altopiani dell’Asia Centrale, in particolare della Cina del Nord e della Mongolia, ai confini del deserto del Gobi.

Il suo nome viene dal Kashmir, regione storica attualmente divisa tra India, Pakistan e Cina, da dove venne esportata in Europa sin dall’inizio del XIX secolo.

Per sopravvivere agli ampi sbalzi termici dell’habitat in cui vivono, con estati torride e inverni rigidi che possono raggiungere anche i 40 gradi sotto lo zero, le capre Hircus, hanno sviluppato un doppio manto: uno impermeabile, visibile all’esterno, composto dal pelo più lungo, grossolano e ruvido detto Giarra e un denso sottomanto, detto anche Duvet, composto da migliaia di fibre finissime e straordinariamente soffici che funge da isolante termico e dalla quale viene poi ricavato il cashmere.

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Vanise è 100% Cashmere

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Il potere isolante del cashmere è 10 volte quello della lana che pur essendo più leggero, riesce ad essere molto più caldo poiché all’interno della sua fibra c’è una camera d’aria che produce naturalmente le funzioni di termo-regolazione e di traspirazione rendendolo così un prezioso alleato in tutte le stagioni, d’inverno così come nelle fresche serate estive.

Le capre vivono allo stato brado, senza confini e sono in parte accudite da pastori che in primavera radunano i greggi per la tosatura.

La tecnica ottimale di raccolta è la pettinatura manuale, che si esegue nel mese di maggio durante la stagione della muta quando il clima si fa più mite e avviene tramite l’ausilio di un piccolo pettine a denti lunghi (processo totalmente innocuo per l’animale).

La qualità migliore si ottiene pettinando la regione del sottogola e del sottopancia, dove le fibre sono più dense compatte e morbide.

Da una singola capra Hircus si ottengono circa 170-200 grammi di cashmere ogni anno, quanto basta per produrre un maglione, mentre una comune pecora produce ben tre chili di lana.

Una delle ragioni dell’altissimo pregio risiede proprio nella quantità molto contenuta della fibra che si ottiene solo dalla parte migliore dell’animale ossia il sottovello, Duvet.

Il baby cachemire oggi utilizzato come cachemire di maggior pregio, altro non è che il Duvet di capre giovani.

Questa fibra può essere di vari colori, con sfumature che vanno dal bianco candido al bruno fino ad approdare al nero.

I colori più pregiati e costosi sono quelli chiari come il bianco White e l’extra White, poiché permettono tinture chiare e colori estremamente brillanti.

Tingere un azzurro su una base bianca o su una base grigia, da effetti di tono colore e brillantezza assai diversi.

Più pieni e brillanti sono i colori, più la base di filato è una base costosa.

Il colore, la lunghezza, il diametro medio, e la struttura del pelo raccolto dalle capre da cashmere determinano la qualità e il valore del filato che è possibile ricavarne.

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Più lunga è la fibra, più prezioso è il Cashmere

La qualità della fibra dipende in maniera imprescindibile dalla durezza delle condizioni climatiche, quello mongolo acquisisce di diritto, il titolo di “Cashmere più pregiato al mondo” perché i rigidissimi inverni costringono le capre che vivono in Mongolia a sviluppare una fibra più resistente e più lunga rispetto a quelle che vivono in altri paesi (Cina, India, Pakistan, Iran, Afganistan, Australia, Stati Uniti, Scozia).